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Il mio gatto era bianco con una macchia nera sul viso, era gioioso e vivace e si accoccolava sempre vicino a me.
Un giorno presi uno spago e lo impiccai.
Non avevo un motivo e non aveva un senso, era così e basta, nell’apatia totale in cui ero piombato la vita o la morte degli altri non faceva alcuna differenza, vedevo la luce e i colori e sentivo i caldi raggi del sole ma erano lontani da me, non mi appartenevano più.
Non ero diventato né oscuro, né tetro, né freddo, nessuna di queste sensazioni faceva più parte di me, ero semplicemente indifferente e lasciavo che i miei gesti su questa terra venissero guidati dal caso.
Uccidere per me era una questione del tutto opzionale, non me ne importava niente, lasciai fare tutto al caso, non mi era nemmeno passata per la mende l’idea dell’assassinio, semplicemente avevo preso il rotolo dello spago, avevo fatto un nodo scorsoio, avevo infilato il collo del gatto nell’asola formata dal nodo e avevo buttato il gatto giù dal balcone dopo aver fissato l’altra estremità dello spago al parapetto.
Me ne andai quindi a buttarmi sul letto, chiusi gli occhi e li riaprii qualche ora dopo, quando il sole aveva già iniziato a tramontare.
Qualcuno suonava alla porta, non aprii.
Insisteva.
Presi un coltello dalla cucina, aprii la porta e lo affondai nella pancia di quella che riconobbi essere la mia vicina senza che potesse nemmeno dire una parola e la vidi esalare i suoi ultimi respiri fra gemiti e singulti.
Richiusi la porta e tornai a letto.
©2004-2009 ~tearsofindifference
:icontearsofindifference:

Author's Comments

Una storia di ordinaria apatia in un pomeriggio d'estate.
La versione in inglese non è per ora disponibile

Comments


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:iconwild-reto:
Davvero interessante.
Nella tua apatia totale sei riuscito a rendere questa storia altrettanto apatica. Non suscita in me alcuna emozione.
Non so se sia una cosa positiva, ma immagino sia un traguardo da non sottovalutare,

--
La morte aveva un vantaggio si du me: munizioni infinite.
:hug::iconavantasia::hug:
:icontearsofindifference:
Io la trovo una cosa estremamente positiva :D
Era esattamente quello che volevo!
Ora che riesco a non trasmettere emozioni posso concentrarmi meglio sulla trasmissione di determinate emozioni :D
:iconavantasia:
Piuttosto che uccidere il gatto potevi far fuori te stesso, nell'apatia. Sfogarsi sugli altri non arreca piacere. Si di se stessi rende molto di più, e il nostro subconscio lo fa in continuazione.

--
Se stai scivolando
Allora scivola per bene
Con impegno cadi giù
E non ti aggrappare a niente
Tocca terra.
***
:hug::iconwild-reto::hug:
:icontearsofindifference:
Sarebbe autodistruzione, presumerebbe che io abbia qualcosa che non va contro me stesso... questo invece è menefreghismo puro, è l'apatia di chi se ne fotte di quello che gli sta intorno, non ha più rispetto per niente e non ha un cazzo da fare.
Nessuno veramente apatico si suicida, altrimenti non sarebbe insofferente, anche se è vero che il gesto di stizza della coltellata non è propriamente apatico, ma in fondo un po'd'amor proprio ci vuole sempre. :P
:iconmorganelefey:
Mi e piaciuta molto.
Tra l'altro credo che tradurla in inglese sia inutile. Proprio il fatto che sia stata scritta in una lingua morbida come l'italiano rende la storia ancor piu macabra.

--
Don't Worry, Be Happy! Life Sucks Anyway.
:iconthewindman:
cavolo..

molto molto ben fatta.. anche se sì, la coltellata tradisce un po' un moto istintivo, una spinta, che anche se irrazionale resta pur sempre una spinta..

comunque se davvero sei riuscito adesso nel concentrarti a trasmettere solo determinate emozioni è un bel traguardo..

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April 25, 2004
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